In questi giorni mi sono arrivate molte telefonate riguardanti scippi e furti, non solo nei quartieri dove avvengono solitamente, ma anche nei quartieri "bene" della nostra circoscrizione. Non mi dilungo sugli scippi nei quartieri Aurora e nei pressi di Porta Palazzo, di cui potete leggete voi stessi ogni giorno sui giornali, ma su ciò che accade da qualche mese nel quartiere Vanchiglia/Vanchiglietta. Dalle telefonate è emerso che ad essere presi di mira sono soprattutto ragazzi e anziani. Giovani che vengono derubati dei loro cellulari e soldi dai loro stessi coetanei bulli, anziani che vengono scippati di catenine e borse con all'interno quei pochi soldi di pensione meritata dopo anni di lavoro. Non solo scippi, ma anche furti in condomini. Entrano nei cortili dei palazzi e rubano quello che trovano come ad esempio biciclette. Per ora prefettura, comune e circoscrizione hanno sempre riferito che era solo una percezione di insicurezza dei cittadini non supportata da dati reali, ma a mio parere non mi sembrano solamente una distorsione della realtà i fatti che mi raccontano. Si diceva che gli atti di piccola criminalità erano circoscritti in poche zone della circoscrizione, ora si stanno espandendo. Meglio agire prontamente e non aspettare, come si è soliti fare, il fatto eclatante o addirittura il morto come accaduto nel quartiere Aurora. Dal passato si dovrebbe trarre insegnamento per capire e non compiere di nuovo gli errori fatti, migliorando così il presente e il futuro, speriamo che questo sia stato recepito da chi deve garantire la nostra sicurezza. Con questo non voglio certamente affermare che le forze armate impegnate ogni giorno sbaglino, ma i loro dirigenti spesso si.
“ A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini“
Giovanni Falcone
( Palermo 18 maggio 1939, Palermo 23 maggio 1992 )
Questa frase è una delle tante che disse durante la sua vita, spunto di riflessione e monito per le future generazioni.
Era il 23 maggio 1992 quando fu barbaramente ucciso, io ero ancora un bambino, ma ricordo che i miei genitori cambiarono subito umore perché avevano capito che la situazione era arrivata al punto di non ritorno. In quel momento tutti presero coscienza che in quel modo non si poteva andare avanti, ci voleva realmente un cambiamento forte e deciso per l'Italia.
Giovanni Falcone nacque a Palermo e durante la sua carriera da magistrato ebbe due priorità: far comprendere alla società che la mafia esisteva, non era solo un’invenzione giornalistica e bisognava debellarla. Cambiò il modo di investigare rendendolo più moderno. Quando collaborò con l'allora ministro alla giustizia Martelli, spese le sue giornate costruendo e pensando a nuovi strumenti giuridici e leggi per rendere ancora più incisiva l'azione dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata.
Purtroppo, come sempre accade, quando qualcuno cerca con il suo impegno e dedizione di cambiare il sistema chi si sente toccato inizia a diffamare calunniare e sminuire quella persona. Cosi successe al giudice che si sentì tradito dai suoi stessi colleghi del CSM che non capirono o non vollero capire cosa davvero aveva in mente e i politici, coloro che avrebbero dovuto difenderlo e spalleggiarlo, talora lo elogiavano o criticavano di non fare il suo dovere da magistrato in base a ciò che scopriva durante le indagini. Quando il pool antimafia per sicurezza venne spostato nel carcere dell'Asinara, al ritorno ricevettero il conto da pagare come fossero stati in un albergo in vacanza...
Per mesi un gruppo di criminali lavorò sotto l'autostrada A29 nei pressi di Capaci, a pochi chilometri da Palermo, scavando una galleria dove vennero posizionati circa 500 Kg di tritolo che, alle 17,58 del 23 maggio 1992 al passaggio del magistrato che tornava da Roma per il weekend fecero esplodere. Nell'attentato oltre al giudice Falcone persero la vita la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Le indagini scoprirono che gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Pietro Rampulla che confezionò e posizionò l'esplosivo e Giovanni Brusca, che azionò il telecomando al momento del passaggio dell'auto blindata del magistrato, mentre tornava da Roma). Purtroppo il ramo delle indagini per scoprire i mandanti dell'attentato non ha ancora portato risultati significativi.
La mafia credeva con questo atto eclatante di mettere in ginocchio lo Stato, questo per fortuna non è accaduto, anzi il nostro Paese si è scoperto più forte e unito di prima e oggi a vent’anni dalla morte del giudice Falcone le sue parole sono ancora vive in tutti noi. Cosa è cambiato in Italia in questi anni? Alle volte, soprattutto pensando alla cronaca recente sembra che sia rimasto tutto uguale, ma non è così e la prova l’hanno data i tanti ragazzi che in questi giorni stanno manifestando contro la violenza e la mafia determinati a trasformare il clima di paura e tensione in speranza.
- Giornalista- Ha sacrificato gran parte della sua esistenza proprio alla lotta alla mafia è considerato dalle cosche il simbolo di questo Stato da combattere da colpire. Lei vive in sostanza blindato ma chi glielo fa fare?
- Giovanni Falcone- Ma...soltanto lo spirito di servizio
- Giornalista- Ha mai avuto momenti di scoramento, magari dei dubbi delle tentazioni di abbandonare questa lotta?
- Giovanni Falcone- No! Mai!
Questo video è un documentario sulla vita di Giovanni Falcone. Il filmato dura circa 1 ora, ma ne vale la visione ogni singolo minuto.
Riporto un articolo di pochi giorni fa comparso su “TorinoToday” nel quale si parla dei furti in appartamento.
Secondo gli inquirenti si tratta di una banda che utilizza una metodologia ben precisa: un individuo perlustra la zona spacciandosi per un dipendente della luce o del gas per controllare in quale parte della giornata gli alloggi sono liberi scrivendo dei codici sui muri che poi verranno letti da altri per organizzare il colpo.
Questi segni rimangono per poche ore sui muri perché la stessa banda sembra li cancelli per non lasciare tracce.
Fate molta attenzione quindi se trovate delle scritte sospette come quelle che vedrete nel link allegato sotto.
Vi ricorderete tutti la situazione di degrado in cui versavano i giardini Alimonda (vedi post
http://giordanoconla7.blogspot.it/2011/04/circoscrizione-7-borgata-aurora.html). In questi giorni un gruppo di persone volenterose, italiani e immigrati, in segno di protesta verso le istituzioni che non hanno mai dato risposte sulla sorte di questo parco giochi ha deciso di renderlo più vivibile pulendolo e domani mattina, domenica 1 aprile intorno alle ore 10 si riuniranno per seminare l'erba. Questa sera alle 18 si terrà invece una partita di calcetto all'interno dei giardini.
Sono delle azioni simboliche per portare all'attenzione di tutti la situazione in cui vivono gli abitanti di questo quartiere sempre più abbandonato a se stesso preda di criminalità e incuria.... Nella circoscrizione ormai esistono quartieri di serie A e di serie B e Borgo Aurora sembra essere di serie B per le istituzioni....
I furti negli appartamenti purtroppo sono all'ordine del giorno, ecco cos'è successo nella nostra circoscrizione qualche mattinata fa. Mentre stava tornando a casa, un’anziana signora è stata avvicinata da un individuo che dicendole di essere dell'AMIAT le chiedeva di poter entrare nel suo appartamento per consegnarle i bidoncini della raccolta differenziata. Nello stesso istante un’altra persona, vestita con una giacca vento, molto simile a quella dei vigili urbani, l’ha fermata presentandosi come il vigile di quartiere, intento in un controllo negli alloggi dopo alcuni furti messi a segno poco prima da una banda di ladri. Adducendo queste scuse sono così entrati senza destare sospetti in casa dell’anziana. Lei ha subito controllato che nell’appartamento non le mancasse nulla facendo vedere, a quello che credeva fosse un vigile urbano, sia i soldi che i gioielli, ma è bastato un attimo di distrazione e i due sono fuggiti con il malloppo… Ho voluto scrivere questo post per ribadire di fare molta attenzione, non aprite a nessuno che non conoscete e se per strada vi dovessero avvicinare dicendo di essere dell'AMIAT, dell'azienda elettrica o altro ente chiedete sempre il tesserino o chiamate le forze dell’ordine. Spargete la voce, ditelo ad amici e parenti cosi, forse, non ruberanno in altre case.
Una sera vicino ai giardini pubblici un giovane ragazzo viene ucciso a colpi di machete e l'assassino si allontana dalla scena del delitto senza fretta nascondendosi nel buio della città. Potrebbe essere l'inizio di un film giallo, invece è quello che è accaduto ieri alle 21.15 poco distante dai giardini Alimonda, borgo Aurora. Georghe Cimpoesu è morto dopo essere stato raggiunto da 10 fendenti di machete che gli hanno provocato l'amputazione di una mano e pezzo di braccio. Non si conoscono ancora le dinamiche di questo efferato omicidio e neppure il movente che lo ha scatenato, quello che non stupisce è il luogo dove è avvenuto, una zona della nostra città purtroppo divenuta spesso teatro di furti, scippi, spaccio...
I malumori serpeggiano tra la gente per bene che abita questo quartiere a molti sembra che questo pezzo di città, Borgo Aurora, sia abbandonato al degrado, sacrificato in modo che altre zone rimangano "pulite" un po’ come è accaduto a New York dove la violenza si concentra soprattutto nel Bronx. Come spesso accade c'è chi approfitta di queste situazioni per avere un proprio tornaconto ad esempio, nel nostro quartiere, personaggi dalla dubbia moralità stanno acquistando alloggi a prezzi stracciati per poi affittarli ad immigrati o "povera gente" persone umili che non sapendo come difendersi sottostanno ad ogni ricatto.
Un giorno passeggiando mi era capitato di ascoltare questa frase: "Prima o poi qui ci scapperà il morto..." purtroppo questo si è avverato ieri sera a pochi passi dalle nostre abitazioni.
Paolo Borsellino (19 gennaio 1940 - 19 luglio 1992) un esempio di legalità per le nuove generazioni, di dedizione allo Stato, un grande uomo, eroe che non dovrà essere mai dimenticato.
Ho letto oggi un articolo, che dimostra come lo spaccio in alcune zone della nostra circoscrizione sia ormai molto radicato, ma le forze dell'ordine stanno proseguendo il loro lavoro per eliminare questa piaga dai nostri quartieri
Spacciava seduto sul cofano dell'autocivetta, arrestato
Due arresti nella notte di ieri da parte di due agenti della Polizia municipale. Il primo avvenuto in piazza Alimonda e il secondo in piazza della Repubblica.
Ieri sera doppio arresto per due agenti del nucleo Mirati della Polizia municipale di Torino. In serata hanno arrestato un uomo dopo che a bordo di un automobile, una Fiat Uno di colore blu, appena rubata si è schiantato a forte velocità contro sette auto, alcune in sosta, in piazza Alimonda. Il conducente di 41 anni ha tentato la fuga, ma è stato fermato dagli agenti. Durante il fermo dell’uomo si sono raggruppati intorno agli agenti molti residenti che hanno cercato di avventarsi contro il ladro. Gli agenti della Polizia Locale son però riusciti con non poche difficoltà a evitare il “linciaggio” e a portarlo al Comando dove, dopo accertamenti, hanno scoperto che il quarantunenne era in realtà evaso da una comunità di Modena dove era agli arresti domiciliari.
I due agenti della municipale, fermi in pausa in piazza della Repubblica, hanno notato due persone che appoggiate sul cofano dell’autocivetta hanno iniziato l’attività di spaccio di ovuli di sostanze stupefacenti. Silenziosamente si sono avvicinati allo spacciatore, Ndiaye A. di 30 anni senza fissa dimora, e lo hanno arrestato.
In quali quartieri della circoscrizione7 c'è l'emergenza rifiuti? (è possibile segnare più risposte)
Informazioni Personali
Alberto Giordano
Mi chiamo Alberto Giordano, ho 25 anni e sono nato a Torino, da sempre vivo nella circoscrizione 7.
Diplomato al “Liceo Scientifico Statale G. Segrè” con maturità Scientifica Bilinguistica, attualmente studio economia all'Università degli Studi di Torino. Mi considero estroverso, leale, determinato, tenace e collaborativo. Se la situazione lo richiede, mi impegno per cercare di risolverla.
Tra le tante esperienze svolte quella come volontario per TORINO 2006.
Ho molti hobby tra i quali correre all'ombra degli alberi sulle rive del Po, uno dei luoghi più belli e tranquilli di Torino.
Il mio compito è rappresentare gli interessi della collettività. Il BLOG nasce proprio con questa finalità quindi, chiunque abbia idee, suggerimenti, problematiche è invitato a inviarmele attraverso la mail giordanoconla7@gmail.com o direttamente sul blog, dove cercherò di tenervi informati anche sulle iniziative promosse dalla circoscrizione per vivere al meglio il nostro territorio.